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Ἱερώτατε Μητροπολῖτα Ἰταλίας κύριε Πολύκαρπε,
Ἱερώτατοι καί Θεοφιλέστατοι ἅγιοι Ἀρχιερεῖς,
Illustri Autorità Civili, Militari e Religiose,
Egregia Artista Valentina Volpe Andreazza,
Egregi Artisti, componenti il “Quartetto del Mare”,
Τέκνα ἀγαπητά, Μέλη τῆς Χορωδίας “Ἁγία Κασσιανή ἡ Ὑμνογράφος” τῆς Ἱερᾶς Μητροπόλεως Νεαπόλεως και Σταυρουπόλεως,
Fratelli e Sorelle, amati nel Signore,
L’occasione del Centenario della Parrocchia Greco Ortodossa di Milano, ha portato la nostra Modestia a giungere ancora una volta in questa splendida città di Milano per festeggiare assieme questo importante anniversario, un momento di festa che non è esclusivo della nostra Comunità ma esprime la gioia dell’intera città per un avvenimento che ha indubbiamente contribuito allo sviluppo e alla crescita di questa città.
Allo stesso modo questa sera, oserei dire l’intera città qui rappresentata, e tutti noi abbiamo potuto assaporare queste musiche eterne, frutto del lavoro di Artisti di fama mondiale e di capacità grandiose, magistralmente eseguite dagli Artisti e Cori che si sono susseguiti questa sera.
La musica è stata importante sia nell’epoca classica, quanto nella tradizione antico testamentaria, dove molte volte si ricorre alla musica per ringraziare il Signore. Nell’epoca cristiana, il legame tra canto e preghiera è sempre stato indissolubile, soprattutto negli atti liturgici. Nei primi tre secoli la musica sacra si è sviluppata soprattutto in area siriaca, nella Chiesa di Edessa, ma dopo l’Editto di Milano nel 313, molte aree del Mediterraneo svilupparono diverse tipologie di musica cristiana, unitamente alla diffusione del Cristianesimo. A Milano si è distinto il canto Ambrosiano, e nei primi secoli ebbero importanza nella parte occidentale della Chiesa anche il canto Gallicano, Mozarabico, Aquileiese, che trovarono poi una sintesi nel canto gregoriano.
Anche l’Oriente ha espresso diversi tipi di canto liturgico, quello copto in Egitto, quello armeno, il siriaco, l’etiopico, ma una grande sintesi è stata compiuta a Costantinopoli con il Canto Bizantino che ancora oggi è il canto liturgico della maggioranza delle Chiese Ortodosse.
Non possiamo scordare tuttavia i grandi compositori del Settecento e dell’Ottocento in Europa Occidentale e in Russia, di musica profana e di musica religiosa, come anche gli autori contemporanei, che abbiamo avuto la gioia di ascoltare questa sera. La bella musica ha sempre una forte valenza spirituale e simbolica e come diceva Sant’Agostino: “Chi canta prega due volte” anche perché “il cantare è proprio di chi ama”. (In Ps. 72, 1)
La cornice di questa splendida Basilica, eretta in epoca paleocristiana da Sant’Eustorgio ha reso l’avvenimento ancora più profondo. Secondo la tradizione, infatti, il vescovo Eustorgio di Milano, aveva ricevuto in dono dall’Imperatore Costante Primo un sarcofago di pietra con le Reliquie dei Magi, conservate fino a quel tempo nella Grande Chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli. I Magi avevano onorato la nascita del Salvatore con oro, incenso e mirra; oggi noi possiamo onorare il Signore anche col canto, quel canto che sgorgando dal nostro cuore si eleva a Lui in preghiera come incenso davanti a lui. (cfr. Sal. 140, 2)
Ringraziamo pertanto e ci complimentiamo per l’onore che avete riservato questa sera alla nostra Modestia, e alla Santa e Grande Chiesa Martire di Costantinopoli con la esecuzione di brani musicali che ispirano l’animo umano verso le cose di lassù, verso la bellezza e la luce che non ha tramonto.
Un grazie al mezzosoprano Valentina Volpe Andreazza e al “Quartetto del Mare”, che alla maestria degli Artisti si aggiunge la importanza del fatto che gli strumenti ad arco sono stati costruiti dai detenuti del carcere di Opera con il legno delle barche dei migranti, molto voluto dal compianto Papa Francesco, che ringraziamo e che ci richiamano all’impegno che ognuno di noi deve porre, lì dove si trova a svolgere la propria vita, per costruire ponti di dialogo, ponti di pace, ponti di fratellanza. Il dialogo non toglie nulla, ma arricchisce ed è fondamentale nei tempi bui che stiamo vivendo.
Un saluto al coro femminile “Santa Cassianì l’Innografa”, venuti per l’occasione dalla Grecia, da Salonicco, che ringraziamo di cuore.
Ancora un grazie a tutti coloro, che a vario titolo, hanno reso possibile questo Concerto del Centenario.
Voglia il Signore benedirvi tutti, per le preghiere di Sant’Eustorgio e di tutti i Santi.




